ESCLUSIVA - Pagni: "Dominano gli algoritmi? Così il calcio si impoverisce, nulla batte l'occhio umano"

04.04.2025 13:00 di  Redazione NS   vedi letture
ESCLUSIVA - Pagni: "Dominano gli algoritmi? Così il calcio si impoverisce, nulla batte l'occhio umano"

Ieri ha festeggiato i 50 anni. Alla sua maniera. Divorando partite e studiando nuovi talenti emergenti che potrebbero accompagnarlo nella sua prossima avventura. Danilo Pagni scalpita e appare pronto a tornare in pista. L’ex direttore sportivo, tra le altre, di Salernitana, Ternana, Taranto, Viterbese e Gallipoli ha già ricevuto qualche chiamata in vista dell’estate. Riflessioni in corso per l’ex l’ex collaboratore dell'area del tecnica del Milan ai tempi della gestione Fassone-Mirabelli. Uno che è in pista da quando aveva 18 anni e si definisce iperattivo nonostante in questa stagione sia rimasto fermo ai box. Per Pagni non è una questione di categoria, ma di operatività: “Non uso la parola progetto - dice in esclusiva a NicoloSchira.com - perché è un termine abusato nel calcio e che non esiste. Cerco soltanto una società che mi faccia esprimere al massimo delle mie caratteriste con il loro avallo. 
Ho sempre portato risultati sportivi e finanziari dovunque sono stato. Parlano i fatti”. 

Oggi però vanno di moda gli algoritmi e gli yes-man in molti club…

“Sono un figlio della gavetta. Ho girato tutti i continenti per vedere calciatori e partite; perché è l’occhio umano che fa la differenza. Quasi nessuno ormai va a vedere dal vivo i giocatori.  Il talento lo devi scovare: ti deve emozionare quando lo vedi in campo, quella è l’abilità. Invece adesso tanti li guardano sul cellulare. Ormai contano gli algoritmi e impera il sistema clientelare. Io sono particolare: non faccio favori nè ne ho ricevuti dai procuratori. Lavoro per l’azienda. Ho avuto presidenti importanti e tosti come Lotito, Campedelli, Camilli, Aponte, Lo Monaco, Barba e Bandecchi. Sono riuscito a resistere a presidenti pesanti grazie al lavoro e ai risultati, tenendo sempre testa a tutti”. 

Cosa non funziona nel calcio italiano?

“Si è impoverito il bagaglio tecnico: il dribbling, l’astuzia, la fantasia motoria viene meno. Si punta a un calcio più fisico con ritmi alti. Oggi va di moda il primo controllo orientato, ma l’abilità e la destrezza per rompere la linea si è persa. Adesso vedere un gol su punizione diretta a livello europeo è diventato un evento epocale. Siamo regrediti di molto. Basti pensare che la Nazionale è diventata alla portata di tutti, quando in passato servivano anni a grandi livelli per accedervi. I nostri club vanno in difficoltà nelle coppe europee contro avversari normali; perché i ritmi nostri sono bassi, andiamo piano”.

© 2025 Nicolò Schira

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